Io non ho ancora provato – gira OpenOffice sul mio Pc – ma voi che siete curiosi fatelo.
Ieri il mio collega Damiano aveva un problema con un file Word, che gli si continuava a chiudere. L’unica soluzione che ha potuto trovare è stata eliminare la DLL del controllo ortografico, che a quanto pare era la colpevole.
Mentre stava cercando nella knowledge base Microsoft se c’era qualcosa al riguardo di questo baco, ha scoperto questa chicca: WD2002: Word viene chiuso quando il controllo di ortografia o grammatica nel testo italiano contiene la chiave "Coproduzione"
Secondo me il correttore ortografico legge COPROduzione, pensa significhi “passaggio di merda” e quindi si suicida per evitare che gli occhi del lettore possano rimanere offesi…
Non so voi ma da un paio d’anni a questa parte m’accorgo di quanto vicino è il Natale nel momento stesso in cui sento passare alla radio questa canzone. E’ successo di nuovo. Venti minuti fa al supermercato.
Londra, 20 nov. (Ap-Apcom) – La “soluzione più giusta” al caso scaturito dal match Francia-Irlanda è la ripetizione del match. Lo ha detto Thierry Henry, l’attaccante transalpino responsabile del fallo di mano che mercoledì a Parigi ha permesso alla Francia di realizzare il gol dell’1-1, risultato maturato al termine dei supplementari, e di ottenere la qualificazione ai Mondiali di Sudafrica 2010. La Fifa oggi ha respinto un reclamo della federcalcio irlandese spiegando che le decisioni dell’arbitro “sono definitive”. Il presidente della federcalcio francese, Jean Pierre Escalettes, ieri aveva liquidato la vicenda affermando che casi come quello del gol francese, realizzato da William Gallas dopo il fondamentale tocco di mano di Henry, fanno parte della quotidianità del gioco del calcio: “Sono cose che capitano”, aveva detto Escalettes.
Esisteva – anzi esiste ancora – un cugino di questo Blog. Cugino con lo stesso nome.
Quel blog era – anzi è – ancora on line e riceve discrete visite giornaliere tutt’ora nonostante non riceva più le mie attenzioni. Di quel blog ho deciso di riesumare nei giorni a venire alcuni post. Solo Alcuni. I più simpatici, i più curiosi, i più veri. Per i prossimi tempi li troverete in alto, in evidenza. Ci metterò un po’ di tempo. Chiaro. Ma ci tengo a farlo. Quel blog era – e lo è fortemente ora – l’inizio di tutto.
Quel che accadde in seguito mi diede da pensare per molte settimane a venire. E anche una volta morto, come sono adesso da non so quanto tempo, tento di ricostruire le usanze che regnavano su quel campus e du rucapitolare i tormentati sforzi per eludere quelle usanze che produssero il concatenarsi di disgrazie che sarebbero culminate nella mia morte a diciannove anni.