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Se leggete questo post… gennaio 3, 2010

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…significa che io sono in volo verso Milano. Tranquilli, sarò in volo anche se voi non doveste leggere questo post.

Il 2009 si è chiuso. Con sorrisi dalle persone che contano e musi dalle persone di cui si può fare a meno. Molto bene quindi.

Positive le scelte fatte e le promesse mantenute.
La prima – breve – parentesi lavorativa mi ha dato molto più del previsto ma l’occasione che mi si è mostrata davanti mi ha spinto verso un altra direzione. Vincitore di borsa di studio mi trovo dallo scorso 23 novembre protagonista attivo del primo master management dell’energia e dell’ambiente.
Il bilancio è più che buono con un aula magnifica e un ‘ambiente molto più che stimolante.
Mancano un paio di mesi e poi sarà tempo di concretizzare.

Le scelte sono state positive. Come detto. Ma il percorso giusto deve essere prima individuato e poi intrapreso. E le decisioni non sono state sempre facili.
Ho perso due amici durante il primo periodo di assenza da Palermo. Li ho persi davvero, nel vero senso della parola. Per sempre.
La lontananza da casa poi. Dalla mia casa, dalla mia terra e dal mio mare.

Poi arrivano queste ultime due settimane di vacanze. Le ho passate a Palermo. Le ho passate a casa. Con i miei genitori i miei fratelli e tutti quelli che contano veramente. E con un nuovo amico.
Sono loro che ho dovuto salutare per ultimi.

Adesso si torna al 2010. Adesso si torna alla vita reale. Quella vita che divido con una persona. Quella persona che ha il merito – unica in questo – di rendere le scelte meno amare. E questo è fondamentale.

Dubbi. Condivisibili? dicembre 20, 2009

Inviato da Giuseppe Citarda in : Media, Tech, Web , aggiungi un commento

Il Tagliaerbe Davide Pozzi spiega il motivo delle sue riflessioni e delle sue perplessitudini dopo il Working Capital di Milano

Elevator Pitch: in 3 minuti devi riuscire a presentare il tuo progetto al pubblico e (soprattutto) ai potenziali investitori, i quali porranno domande per altri 3 minuti.[...]

Il mio dubbio: posso concordare con l’idea dell’importanza del no, che dovrebbe spronare a far meglio, a tornare con nuove idee, meglio sviluppate, e nuovi progetti, più strutturati e (almeno sulla carta) profittevoli. Ma non posso credere che la bontà di certi modelli possa essere esposta, e soprattutto compresa, da chi ci deve mettere dei soldi, in soli 3 minuti.[...]

Vecchi vs. Giovani: Working Capital è un progetto rivolto ai giovani. Sul sito leggo che vuole aiutare “la crescita di una nuova, giovane, generazione di imprenditori italiani”, e anche che si rivolge “in particolare a studenti, ricercatori, giovani imprenditori, early adopters”. E in effetti di under 25 ne ho visti parecchi.

Il mio dubbio: peccato che questa logica si scontri con quella dell’elevato know-how e del team competente e presentabile, del quale parlano spesso i vari venture capitalist. Non voglio dire che il giovane è per forza ignorante/incompetente, ma credo (e qui mi aspetto qualche insulto :-D ) sia assai improbabile che un 20-25enne studente o neolaurato italiano possa tirar fuori la nuova Facebook o la nuova tecnologia disruptive che tanto cercano gli investitori. Non perchè non creda nelle potenzialità dei giovani d’oggi (ci mancherebbe), ma perchè, essendoci passato, mi rendo conto che certe cose, certe vision, possono venire fuori solo con anni e anni di lavoro e confronto, stando quotidianamente sul pezzo. Quando partii a 26 anni con la mia startup (un nodo Internet) non ci capivo francamente una mazza, e solo sbattendo il muso su certi problemi e certe realtà ho compreso (dopo qualche anno) come girava il fumo, e come certe fantastiche idee non sono poi così fantastiche agli occhi del cliente o del mercato.

Personalmente? D’accordo con il primo dei due.

Sì il Know How. Ma le idee per il settore in cui stiamo costruendo discorsi le porteranno i giovani e solo loro. Solo chi ha avuto la fortuna di essere nato in quella forchetta temporale che gli ha permesso di essere maturo in questi anni di rivoluzione digitale. Senza di essi sarà davvero difficile avere quel qualcosa in più.

Basta pensare all’età dei papà di alcuni dei principali colossi del web al momento del lancio della loro creatura:

Mark Zuckerberg, 1984. 20 anni al lancio di Facebook.

Jack Dorsey, 1976. 30 anni al lancio di Twitter.

Sergey Brin, 1973. Larry Page, 1972. 25 e 26 anni al lancio di Google.

Di cosa stiamo parlando?

Ma che freddo fa, lassù dicembre 20, 2009

Inviato da Giuseppe Citarda in : Internal , aggiungi un commento

Alla fine siamo qui, nonostante il volo non esattamente confortevole – è possibile che un aeromobile possa accendere i riscaldamenti in cabina solo dopo aver raggiunto la quota di crociera? Pare siamo scampati ai -4° milanesi giusto in tempo ma.. Abbiamo un problema: come faremo ad acclimatarci con 16° in più di Palermo? Sarà un trauma?

mondello

Vado a mangiare scusate. Gli anelletti al forno aspettano solo me.

Farsi apprezzare ottobre 22, 2009

Inviato da Giuseppe Citarda in : Politics , aggiungi un commento

La signora col bambino sul monopattino in ascensore mentre sfoglia ciò che ha trovato nella cassetta della posta mi dice:

<<Io non sono del PD e non ho ai votato PD ma  se mi ripresentano il peggior sindaco degli ultimi vent’anni non avranno il mio voto davvero>>

E alla signora si aggiungono molti altri milanesi mi par di capire.

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